MOSTRA RACCOLTA OPERE D'ARTE

Il 23 novembre del 1873, con una semplice funzione religiosa, venne aperto l ‘Istituto di Adolescenza per gli Artigianelli Poveri, dichiarato Ente Morale per regio decreto del 18 agosto del 1872, nell’ex convento delle Mantellate per una speciale concessione della Santa Sede, trasmessa all’Autorità Vescovile reggiana. Il Pio Istituto Artigianelli divenne da allora un punto di riferimento per la città di Reggio Emilia, sia come istituzione scolastica, che per i laboratori, una vera e propria fucina di giovani talenti nel campo dell’artigianato.

Il fondatore fu Don Zefirino Iodi ( Reggio Emilia 1813-1896) nobilissima figura di sacerdote ed educatore . I dirigenti del Pio Istituto nel corso del tempo si sono rivelati particolarmente sensibili nei confronti degli artisti della città di Reggio,incentivando l’acquisizione di opere,in gran parte di soggetto religioso, tramite concorsi per adornare l’Istituto e le donazioni di vari artisti. Nel 1973 sulla copertina della rivista la Strenna, l’importante pubblicazione di cultura e di attualità reggiana del Pio Istituto Artigianelli, compare un’opera di un noto pittore reggiano, Gino Gandini, un disegno che raffigura sullo sfondo della città di Reggio Emilia, l’operosità nel tempo, dei ragazzi del Pio Istituto Artigianelli. Da allora tutte le copertine della rivista hanno pubblicato un’opera di un artista reggiano, o “naturalizzato” reggiano, incrementando il proprio patrimonio artistico con la donazione di un ‘opera da parte dell’artista, il cui quadro era pubblicato sulla copertina della Strenna.

La rivista diventa “una vetrina” importante per gli artisti reggiani e contribuisce a far conoscere ai propri lettori la loro personalità e la loro poetica, offrendo un panorama completo delle tendenze dell’arte reggiana dagli anni Sessanta ad oggi. Ricordiamo scultori del calibro di Tonino Grassi, Galileo Scorticati e Armando Giuffredi, pittori quali il citato Gino Gandini, Rina Ferri, Anna Cantoni ,Giannino Tamagnini,Vittorio Cavicchioni, Carlo Bazzani, Vivaldo Fornaciari, Lodovico de Pietri, Francesco Fontanesi, Nani Tedeschi, Corrado Tiradini, per arrivare agli artisti di una generazione più recente come Eugenio Montanari (Tanari) Franco Bonetti, Alfonso Borghi, Carlo Mastronardi e lo scultore Pier Carlo Marin, solo per citare i più noti.

Un tema ricorrente è la veduta architettonica delle chiese reggiane e di altri edifici caratterizzanti la città. Fonte di ispirazione per parecchi è la seicentesca Basilica della Beata Vergine della Ghiara, edificio simbolico della città, al quale si legano manifestazioni non solo religiose, seguono poi suggestive vedute delle absidi del Duomo, della chiesa di San Domenico, della facciata della chiesa del Cristo e di Sant’Agostino, per sconfinare nella veduta della chiesetta storica della Madonna della Battaglia a Quattro Castella. Non potevano mancare i soggetti religiosi veri e propri quali l’immagine della Madonna, della Natività, la Crocefissione. Dovendo esporre alcune significativa opere del patrimonio del Pio Istituto negli spazi del Battistero di Reggio Emilia è parso opportuno scegliere, in particolare, le vedute delle chiese e i soggetti religiosi nella personale poetica interpretazione dei vari autori.

Ottobre 2023
Aurora Marzi

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